Olio extravergine scaduto o andato a male: cosa fare

olio evo scaduto o andato a male: cosa fare e come riutilizzarlo

L’olio extravergine d’oliva ha un solo fattore principale per il quale può andare a male ed è l’irrancidimento: gli oli di oliva vecchi o rancidi (spesso caratterizzati da un sapore simile a quello dei pastelli a cera) sono il risultato di una conservazione inadeguata e dell’esposizione a luce, calore o aria dannosi.

Che cosa significa che un olio è rancido?
Un olio diventa rancido quando i suoi acidi grassi insaturi si ossidano o si decompongono sotto l’effetto della luce, dell’aria e del calore.
Di conseguenza si verificano una serie di reazioni chimiche che possono generare composti di odore sgradevole e gusto alterato.

L’olio rancido:

  • può avere un odore pungente e sgradevole
  • un sapore amaro o acre
  • può contenere sostanze nocive per la salute come aldeidi e perossidi che si formano durante la decomposizione dell’olio

Questi scenari non si presentano mai in un frantoio come il Frantoio D’Orazio che segue regole e norme imprescindibili.

Come stare alla larga dall’olio andato a male

In fase di acquisto l’attenzione del consumatore deve essere massima, ecco qualche consiglio per evitare di ritrovarsi con olio di cattiva qualità:

  • cercate sempre olio evo venduto in bottiglie in vetro protetto dai raggi UV (come Brightland) che proteggano l’olio d’oliva dal nemico della freschezza: la luce. Ad esempio noi del Frantoio D’Orazio custodiamo il nostro olio evo di qualità in bottiglie di vetro scuro o in bottiglie di latta con una linea di design nelle quali non filtra la luce.
  • Leggete bene l’etichetta: troverete la dicitura “extra vergine”, il luogo d’origine e chi lo produce.
  • Leggero, puro e raffinato si riferisce alla lavorazione che rimuove sapore e sostanze nutritive.

L’olio extravergine d’oliva ha una data di scadenza? 

La data di scadenza è solitamente da considerare entro 18 mesi dalla data di imbottigliamento, e stabilisce il periodo di tempo in cui l’olio di oliva mantiene integri i suoi sapori, profumi e le sue caratteristiche nutrizionali.
Sebbene sia assolutamente sicuro consumare olio d’oliva dopo la data di scadenza, da quel momento in poi il produttore non garantisce che il prodotto manterrà tutte le sue proprietà organolettiche come erano al momento dell’imbottigliamento.

Come riciclare l’olio

come riciclare l'olio evo scaduto o andato a male

È possibile riutilizzare l’olio extravergine d’oliva per friggere più volte?

Partendo dal presupposto che ogni cuoco o appassionato di cucina avrà la sua teoria, da un punto di vista di proprietà dell’olio, se stiamo attenti ad utilizzarlo adeguatamente nella frittura, possiamo riutilizzarlo con tutte le garanzie.
L’olio se utilizzato costantemente ad una temperatura di 180° può essere riutilizzato se prima filtrato e allontanando i residui di frittura per massimo due volte.

 

Come riutilizzare l’olio scaduto

L’olio scaduto da parecchio tempo o che non è stato conservato bene non sarà più adatto a cucinare, ma può essere riutilizzato in alcuni modi:

  • per lucidare i mobili: un’ottima scelta naturale per lucidare tutti i tipi di mobili in legno e aumentare la loro, specialmente se mobili in legno d’ulivo. Si può utilizzare anche per lucidare taglieri in legno, basta mescolare l’olio d’oliva vecchio con il succo di limone e lavorarlo sulla superficie usando un panno in microfibra
  • eliminare il cigolio delle porte: ungendo i cardini quel suono scricchiolante dovrebbe scomparire in men che non si dica! Assicuratevi solo di non usarne troppo, poche gocce per cerniera saranno più che sufficienti
  • portare giacche, borse o cinture di pelle a nuova vita: l’olio è un ottimo balsamo per questi materiali e li aiuterà a durare più a lungo. Come? Ungete un panno in microfibra pulito e passatelo delicatamente sulla pelle
  • per attività in giardino 
  • come lucido per le scarpe
  • come lubrificante e carburante per le lampade
  • non tutti lo sanno ma può anche essere un grande alleato per rimuovere le tracce di vernice e per rimuovere gomme da masticare o residui di adesivi

 

Come smaltire l’olio d’oliva vecchio

cosa fare con olio scaduto: dove si smaltisce

L’olio d’oliva, come altri oli da cucina, non dovrebbe mai essere versato nello scarico o gettato nella spazzatura.
Il metodo più semplice per smaltire l’olio d’oliva usato è metterlo in un contenitore ermetico e infrangibile prima dello smaltimento o consegnarlo a un punto di riciclaggio dei rifiuti.

 

Come pulire la bottiglia di olio d’oliva per il riciclaggio

Prima di tentare di riciclare una bottiglia di olio da cucina, assicurarsi che ogni goccia di olio sia stata rimossa in modo sicuro dal contenitore.

Ecco qualche consiglio:

  • per raccogliere eventuali grandi quantità di olio residuo, capovolgere la bottiglia su un tovagliolo di carta
  • per riempire il contenitore è possibile utilizzare una soluzione composta da bicarbonato, detersivo per piatti e aceto
  • mettere il coperchio sul contenitore e agitarlo per distribuire uniformemente i componenti e assorbire l’eventuale olio in eccesso (mescolare con acqua non è una buona idea)
  • gettare i tovaglioli di carta e gli altri oggetti assorbenti utilizzati nella spazzatura non riciclabile
  • risciacquare il contenitore nel lavandino una volta che è vuoto e privo di olio

 

Che cosa fa il Frantoio D’Orazio per ritardare l’ossidazione dell’olio

Il nostro frantoio pugliese applica alcune accortezze per rallentare l’ossidazione dell’olio:

  •  nelle cisterne in cui stocchiamo olio da confezionare insuffliamo azoto gas inerte: essendo più pesante, l’ossigeno fuoriesce
  • nella linea di imbottigliamento delle bottiglie in latta ripetiamo l’insufflaggio di azoto che con la chiusura rimane a contatto con l’olio fino all’apertura della bottiglia

L’obiettivo di utilizzo dell’azoto è proprio quello di togliere ossigeno, uno dei fattori principali che concorre all’ossidazione dell’olio.

Ecco alcune cose da fare e da non fare per la cura dell’olio extravergine d’oliva.

Vi raccomandiamo di:

  • conservare l’olio d’oliva in un luogo fresco e buio, come un armadietto o una dispensa;
  • utilizzare piccoli decanter o contenitori per l’uso da tavolo piuttosto che un grande contenitore o una bottiglia: soprattutto quando l’olio viene acquistato in grandi quantità (superiore ai 5 litri), vi consigliamo di travasarlo subito in bottiglie più piccole pronte all’uso;
  • assicurarsi di tenere il tappo ben chiuso quando non in uso.

Da evitare invece:

  • riporre l’olio d’oliva accanto o sopra la stufa o altri fonti di calore: il calore infatti influenzerà anche una bottiglia o una latta scura. Vi sconsigliamo anche altri luoghi come la parte superiore del frigorifero che è spesso calda a causa dei componenti che lavorano per mantenere fresco l’interno;
  • lasciare un beccuccio sulla bottiglia se l’apertura non può essere sigillata: questo consentirebbe un’esposizione continua all’aria e promuoverà l’ossidazione che porta all’irrancidimento.

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