L’olio Extra Vergine d’Oliva costa tanto: perché?

olio evo quanto mi costi? prezzi alti per le bottiglie d'olio ma ci sono motivazioni reali

L’olio extravergine di oliva in Italia ha un primato: corrisponde al 71% dell’olio venduto, a conferma che nel nostro paese è diffusa la cultura dell’olio.

Non solo: negli ultimi anni l’olio evo ha rafforzato la sua leadership nonostante il prezzo sia più alto.
Agli italiani l’olio piace buono e sono disposti a scegliere anche le categorie più premianti come gli Oli DOP, oli biologici, i 100% made in Italy, e i monovarietali che provengono da singole varietà di olivo.

Diciamo che circa il 20% del mercato di consumo dell’extravergine è costituito proprio da referenze che hanno un’identità e un profilo di gusto ben definiti.
Tra le domande più frequenti dei consumatori d’olio troviamo: quanto costa l’olio extravergine di oliva? Qual è il prezzo giusto per l’olio extravergine d’oliva?

L’andamento dei prezzi dell’olio è una variabile molto ampia che prende in considerazione diversi fattori:

  • le materie prime
  • i costi del processo di produzione
  • la forza lavoro
  • l’andamento del mercato e l’inflazione
  • l’annata (può succedere infatti che a causa del clima o delle intemperie, la raccolta delle olive sia più o meno ricca)

Ad esempio lo scorso anno, le stime non sono state rosee.
Fortunatamente, la campagna produttiva 2021/22 a livello internazionale, si è rivelata tutt’altro che scarsa con una produzione di circa 3,4 milioni di tonnellate (+13%).

 

Prezzi dell’olio e cambiamento climatico

il prezzo dell'olio evo varia anche con la raccolta delle olive

Dovremo abituarci: il cambiamento climatico influirà sulle coltivazioni di olivi, sulle conseguenti raccolte dei frutti e sui prezzi che troveremo sul mercato.

Tra i fattori più preoccupanti troviamo l’assenza di irrigazione di molte aree olivicole italiane.
In molte aree si ricorre all’irrigazione di soccorso che spesso però si trova al limite dopo mesi senza precipitazioni.

Quest’anno le piogge sono cominciate solo alla fine di agosto, portando lo sperato sollievo alle piante di ulivo.

Oltre al riscaldamento climatico e ai problemi che ne derivano va considerata l’alternanza di produzione.

Cosa significa? L’alternanza di produzione dell’olivo è l’annoso problema che si ripresenta ciclicamente: dopo un’annata di abbondante produzione ne segue una con produzione scarsa. Di solito il ciclo è biennale ma in condizioni sfavorevoli (come il crescente climate changing) l’annata di scarica può durare anche due o tre anni.

 

Andamento dei prezzi dell’olio

L’andamento dei prezzi in Italia dell’olio d’oliva nel 2022 ha registrato una lieve flessione per l’extravergine a fronte di aumenti nel segmento del lampante e dei raffinati.
Una dinamica spiegabile con il fatto che questi ultimi hanno un mercato più correlato a quello degli oli di semi che hanno registrato incrementi a due cifre a partire dallo scoppio della guerra in Ucraina.

Infatti a fine febbraio 2022, quasi tutte le aziende ucraine hanno invocato lo stato di emergenza perché non potevano far fronte alle consegne a causa dell’inagibilità dei porti. Di fronte all’impossibilità di approvvigionamento, la domanda dell’industria alimentare è rimasta sostanzialmente costante, per cui i prezzi sia dell’olio di girasole sia di mais sono schizzati trascinando al rialzo anche i prezzi di prodotti succedanei che in qualche modo andavano a sostituirli.

Dopo l’impennata primaverile dei prezzi all’ingrosso degli oli di semi, girasole e mais in particolare, in estate si è registrata un’inversione di tendenza sebbene i listini restino ben al di sopra dei livelli pre-conflitto. Continuano a crescere, invece, le quotazioni del raffinato di oliva che nella prima settimana di settembre ha superato la soglia dei 4.000 euro a tonnellata con una crescita di oltre il 50% rispetto a febbraio 2022.

La produzione provinciale italiana di olive e olio nella campagna 2021/22, vede la Puglia con i risultati più alti tra: frantoi presenti, olio prodotto e olive molite.

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