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Tracce fossili dell’olivo spontaneo portano la data di milioni di anni fa, prima cioè della comparsa dell’uomo. Si tramandano numerose leggende e in particolare questa:

"per decisione di Zeus, il possesso della città di Atene e della regione Attica verrà aggiudicato al Dio che porterà il dono più utile.
Alla fine, a restare in gara sono Atena e Poseidone.
Quest’ultimo fa sbucare dalla foresta un meraviglioso cavallo, mentre Atena fa nascere dalla viscere della terra un nuovo albero: l’olivo.
Zeus giudica vincitrice la figlia, sostenendo che il cavallo è la guerra mentre l’olivo è la pace."


Già il codice babilonese regolava il commercio dell’olio.
Gli Egizi lo consideravano un dono degli Dei, gli Ebrei lo adoperavano per ungere il re, Fenici e Greci costruivano navi per il trasporto delle anfore contenenti l’olio.
In Italia la cultura dell’olivo pare sia stata introdotta dai Greci che lo consideravano un dono di Atena.
I Romani si specializzarono nell’immagazzinamento e distribuzione riuscendo a razionalizzare le grandi quantità ottenute dai popoli sottomessi. La pianta sempreverde dalle caratteristiche foglie ellittiche dell'olivo appartiene al genere delle Oleacee.

La specie e' Europea e tale denominazione sta ad indicare che l'areale originario della pianta sono le coste del bacino mediterraneo, con un grosso riferimento all'antica Grecia e a Roma.
La sottospecie dell'olivo molto diffusa nel paesaggio mediterraneo e' la sativa.
La pianta e' meritatamente il simbolo dell'ambiente mediterraneo visto che si adatta perfettamente al clima temperato ed ai suoli calcarei propri delle zone rocciose, cioè dove si trovano terre fertili e permeabili.
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